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Emiliano Trombini, conosciuto da tutti come Emi, classe 1976,
è considerato uno degli artisti del tatuaggio di maggior spicco nel
panorama italiano.
Ha partecipato a numerose manifestazioni inerenti il mondo della
body art, che sviluppa ormai da più di 10 anni, e del piercing, al
quale si è accostato negli ultimi tre.
Sua caratteristica principale è l'estrema cura dedicata alla
preparazione dei materiali da lui utilizzati, totalmente 'usa e getta',
sia gli aghi che i puntali, soluzione ancora innovativa in Italia, per
ridurre ulteriormente i rischi del soggetto tatuato.
Prima di ogni seduta vera e propria, ama trascorrere un po' di
tempo con il cliente, studiandone le caratteristiche fisiche e le
proporzioni del corpo per ottenere un risultato finale che meglio si
modelli sulle sue forme.


    + Per contattare l'artista:

    EMI_TATTOO
    Mob. +39.347.8046662



>> Flickr.com - Guarda le foto dei tattoo.


     download_indicazioni utili:

>> Come avere cura del proprio tattoo. [PDF|12k]
>> Come avere cura del proprio piercing. [PDF|12k]

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Quando circa tredici anni fa, ho iniziato a tatuare, mai avrei pensato che sarebbe diventato quello che oggi alcuni chiamano un lavoro; definizione questa che non condivido a pieno. Trascorso buona parte della mia vita in una zona di mare, forse il primo ricordo tangibile che mi torna alla memoria riguardante il tatuaggio e le sue tecniche è l'avambraccio di un ex camionista ora marinaio (amico di mio nonno) che recava 2 visi di profilo intenti a baciarsi. Credo che grazie alla interpretazione di quel tatuaggio, in me si sia radicata l'idea di quanto affascinante potesse essere la possibilità di manifestare i propri credi, la propria appartenenza, imprimendoseli addosso per sempre.....e volevo essere io "quello shamano" che se ne sarebbe occupato. Da sempre attratto da tutto quello che determinava e caratterizzava le subculture giovanili e la vita di strada, trovai terreno fertile e fonte di conoscenza e ispirazione da prima, grazie alle storie dei marinai e dei poco di buono (talvolta entrambe le cose in un uomo solo) che affollavano i bar del paese e ogni tanto anche il salotto di casa mia... gente di tutto il mondo che ne riportava a me una parte che io assorbivo come una spugna; poi in seguito crescendo e non trovando modo migliore per appagare questa sete di interscambio e aggregazione a livello meramente umano, iniziai a praticare lo skateboard quasi sapessi che su quella strada avrei trovato ciò che cercavo... infatti scoprii presto che stavo per affacciarmi in un mondo ricco di immagini, simboli, tribù metropolitane (che non si comportavano tanto diversamente da quelle della giungla) e che spesso usavano gli stessi canali di comunicazione interna ed esterna al gruppo di appartenenza. Ambiente questo dal quale poter urlare forte ed esprimere anche con un tatuaggio ciò che si era, senza temere di essere internati. Società difficile quella di allora, della quale si cercava di essere antagonisti anche con gesti personali e intimi. Assieme allo skateboard arrivò anche la musica da "ribelli" da prima in gran parte dagli USA con il movimento hardcore e poi dall'Europa con il punk, i centri sociali eccetera. Tutti ambienti molto duri e colmi di gente di strada tatuatissima, contorti e interessanti come le loro storie. Tutte storie queste e non solo, che hanno contribuito tanto a convincermi che era possibile... era possibile che fossi io a imprimere su pelle quello che questa gente voleva essere o rappresentare perché lo sentivo forte su di me esattamente come loro. Oggi qualcuno mi domanda dove e come ho iniziato a disegnare, onestamente non mi sono nemmeno mai chiesto se sapevo farlo veramente: é grazie al tatuaggio che miglioro di giorno in giorno. In principio non me ne fregava neppure, disegnare un Dalì non era una mia meta, lo era certo di più sapere eseguire correttamente un bel cuore con la scritta mamma, quello si! Oggi è diverso, presa coscienza di me sono in grado di aiutarti a vivere un tatuaggio personalizzato con tutti i suoi risvolti, e di eseguire anche tatuaggi più "comuni" e "semplici". Ostinato e convinto autodidatta ho presto capito che la via migliore era invece l'umile confronto e la ricerca assidua di tecniche e materiali sempre nuovi e migliori. Fondamentale è stato poi l'interscambio con altri tatuatori. Fattori questi che oggi oltre il resto mi portano ad operare in condizioni igieniche superiori di gran lunga alla media. Tatuaggio e piercing quest'ultimo introdotto per il pubblico di recente ma approfondito personalmente da tempo, hanno per me ancora un grosso valore tribale, cosa questa per la quale cercherò di lottare e documentare sempre più me stesso e chi lo vorrà. Un grosso grazie va a tutti quelli che anche una sola volta anno deciso di stare un po' con me per tatuarsi, e a quelli che ancora lo fanno, a tutti coloro che hanno perso anche solo un minuto per parlare di piercing o tatuaggi, alla mia ragazza Samanta, agli amici in generale che credono in me e mi spronano, agli amici in particolare che umilmente mi hanno accolto e con me hanno condiviso sapere ed esperienza: come da Rimini i ragazzi dello Skinwear, da Modena quelli del Manaotupapao, da Bologna quelli del Bodydecorator, dall'Elba Alessandro Pellegrini, l'associazione APTPI, Marfisa e Ciccio per la parte non solo tecnica. Un grosso grazie va in fine a Massimiliano Pattelli e a Elisa di Lugo (riposate in pace) grazie ai quali non avrei mai avuto la mia prima macchinetta elettrica e non avrei mai fatto il mio primo tatuaggio. Grazie ancora a chi vorrà servirsi di me per realizzare il proprio sogno.
Il tatuaggio più bello che ho fatto è quello che farò domani. A presto, Emi.


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