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Davide Moretti Nasce a Taranto nel 1970, formatosi come pittore
figurativo surrealista, a partire dal 2003 abbandona l'uso dei pennelli e
approda allo studio della materia, alla disgregazione della forma e dei
colori. Il suo lavoro si focalizza sulla natura e la materia che la compone:
terra, sabbia, polvere, legno, metalli. Ma questi elementi diventano anche
l'espediente per guardare la nostra Civiltà attraverso gli oggetti che
produce e dissemina. La città e i suoi rifiuti, l'uomo e i suoi sprechi, le
abitudini e i rituali, vengono intrappolati in un fotogramma emozionale
monocromo o ipercromo. Le sue opere sono contaminazioni fra materiali
di recupero, "rifiuti", e "relitti" della natura in un ottica di poetica
mistificazione del quotidiano. Tutto è teso e fuso sulla tela, materia,
tessuto, colore, nella formazione di un nuovo organismo, non vivo ma già
reso fossile dall'accelerazione dei tempi. Tutto si accumula e giace sotto
la polvere, con il medesimo valore d'opera d'arte, nel momento in cui la
luce lo scava e lo risalta. I riferimenti da cui il giovane artista attinge
provengono dall'arte informale, inizialmente intesa in senso più gestuale e
casuale come nel dripping di Jakson Pollok e in seguito elaborata
sperimentando le accumulazioni dei materiali come in A.P. Fernandez o
ispirandosi ad altri artisti del panorama dell'informale come, G.
Capogrossi figura di notevole rilievo nel panorama dell'informale italiano
(informale segnico) insieme a Lucio Fontana (informale gestuale) e
Alberto Burri (informale materico) Salvatore Scarpetta (informale
materico). Ma i più vicini alla sensibilità e alla ricerca dell'artista sono
Antony Tapies, Shuhei Matsuyama, Alberto Burri, Salvatore Scarpetta.


    + Per contattare l'artista:

    DAVIDE_MORETTI
    Mob. +39.347.1478440
    info@marfisa.it

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